Nata da un dramma reale e sviluppata da tre ingegneri italiani, la startup varesina ha creato MAD: un airbag hi-tech per prevenire gli infortuni da bassa quota, spesso ignorati ma molto frequenti.
Un giubbotto airbag intelligente per salvare vite sul lavoro, proteggendo le persone da tutte quelle cadute da altezza inferiore ai 2 metri che, pur essendo spesso trascurate, rappresentano una fetta consistente degli infortuni. È questa l’idea con cui Protechto, Pmi innovativa specializzata nello sviluppo di dispositivi di protezione individuale (DPI) ad alto valore tecnologico, punta a rivoluzionare il mercato degli articoli per la protezione e la sicurezza sul lavoro, aprendo una nuova nicchia che finora non esisteva.
Fondata da tre ingegneri con esperienze nell’Oil & Gas, nell’impiantistica e nel tessile, il dispositivo è stato pensato per rispondere a una delle emergenze meno gestibili del mondo del lavoro: gli infortuni da bassa quota, ovvero quelli causati da scivolamenti, inciampi e cadute da altezze inferiori ai 2 metri. Secondo le statistiche nazionali ed internazionali, quasi un quarto degli infortuni è infatti riconducibile a queste dinamiche. Eppure per questa fascia di rischio la normativa non prevede dispositivi specifici.
Quando l’innovazione nasce da un dramma
L’idea nasce proprio da un evento drammatico accaduto nel 2015: la morte di un operaio di un’azienda contractor caduto da circa un metro e mezzo in un cantiere dove all’epoca Davide De Gregorio, oggi CEO di Protechto, lavorava come responsabile della sicurezza. “Quello è stato il momento in cui ho capito che la percezione del rischio non era allineata alla realtà”, racconta, aggiungendo che durante un volo di rientro da una trasferta in Medio Oriente “mi capitò sotto gli occhi un articolo sugli airbag per motociclisti. Fu così che mi chiesi perché la stessa tecnologia non potesse essere usata per proteggere i lavoratori”.
Da lì ai passi successi il percorso fu breve. Insieme a Mattia Giaretta e Attilio Manni, entrambi ex compagni di università, De Gregorio decise di dare vita a un progetto di ricerca che, step by step, si è trasformato in un percorso imprenditoriale scandito da brevetti internazionali, bandi europei vinti e collaborazioni accademiche con l’Università di Verona.
Una grande sfida, avviata con la nascita di Protechto nel 2016 e caratterizzata da non pochi ostacoli e difficoltà, tra cui anche quelle meno prevedibili. “Da startup una delle sfide grandi è stata quella di trovare i fornitori che credessero nell’idea e ci supportassero nello sviluppo”, racconta Mattia Giaretta. “Alla fine abbiamo trovato un pezzo alla volta aziende eccellenti che sanno fare il loro lavoro in maniera eccelsa, e così con perseveranza siamo arrivati al prototipo di MAD (Man Autosafe Device), il giubbotto airbag intelligente che, grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato ad hoc, garantisce un’elevata accuratezza nell’identificazione delle cadute”.

L’airbag italiano MAD rileva le cadute in 250 millisecondi
Il giubbotto prodotto da Protechto, azienda che ha sede a Gallarate, nel varesotto, è infatti in grado di riconoscere una caduta grazie a un sistema di sensori accelerometrici e giroscopici e a un algoritmo sviluppato con l’Università di Verona. In caso di necessità l’airbag viene attivato in 250 millisecondi, proteggendo schiena, coccige, torace, spalle e testa, assorbendo fino al 97% dell’energia d’impatto.
Un dispositivo che salva vite e salvaguardia la salute dei lavoratori e che è in grado di inviare alert automatici geolocalizzati ai soccorsi in caso di attivazione.
Oggi la produzione è avviata con una prima serie di 200 pezzi già certificati. Sul mercato, dove MAD è arrivato da alcune settimane, l’interesse dei settori interessati – edilizia, logistica e manutenzione in primis – si è dimostrato molto forte. Non solo in Italia, ma anche all’estero. “Stiamo presentando il prodotto in diverse grosse aziende”, conferma De Gregorio, “e anche la ditta di Taiwan che ci fornisce le bombolette con la miscela di argon ed elio che fa gonfiare gli airbag si è mostrata molto interessata”.
Un futuro che guarda oltre il cantiere
Non solo. Perché i potenziali mercati sono molti di più. “Dai giardinieri agli addetti al ritiro delle immondizie, vorremmo poi sviluppare il mondo dell’outdoor con escursionismo, equitazione e ciclismo”, spiega Giaretta. L’azienda ha, inoltre, già brevettato e svilupperà una nuova linea per i motociclisti.
Il tutto con un obiettivo molto chiaro. “Noi siamo partiti da un problema reale: salvare vite. Se riusciremo a ridurre anche solo una parte di questi infortuni e dei costi sociali che comportano, per noi sarà già una vittoria”, conclude De Gregorio.



