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Forma Aquae, la vasca torna protagonista reinventando il bagno

L’azienda bergamasca guidata da Paolo Mari ha trasformato un oggetto considerato superato in un elemento di design e benessere, conquistando mercati in Italia e all’estero

Se non è spacciata, poco ci manca. È questo che si è pensato in maniera sempre più diffusa negli ultimi anni della vasca da bagno: gli spazi sempre più ridotti nelle case, il trionfo delle docce pratiche e veloci, la sensazione che appartenesse a un’altra epoca. Invece, proprio mentre sembrava destinata all’oblio, la vasca ha trovato nuova vita. Non più semplice contenitore d’acqua, ma pezzo d’arredo domestico, oltre che simbolo di benessere.

È su questa intuizione che Forma Aquae, giovane azienda bergamasca guidata da Paolo Mari, ha costruito la propria fortuna. Fondata nel 2019, con la prima collezione presentata l’anno successivo, in piena pandemia, oggi conta oltre 15.000 varianti a catalogo, un fatturato cresciuto in media del 30% all’anno nell’ultimo biennio e un’espansione che corre dall’Europa agli Emirati Arabi Uniti. Il segreto sta nell’aver capito che il bagno contemporaneo non è più solo un luogo funzionale, ma uno spazio nel quale esprimere la personalità di chi lo vive. È da lì che ha mosso i primi passi l’avventura di Mari.

“Io operavo nel settore dell’arredobagno da sempre, ma, dopo tanti anni nel corso dei quali avevo avuto la possibilità di sperimentare ruoli diversi, sentivo la necessità di nuovi stimoli”, racconta Mari. “È stato così che, con il sostegno dei miei soci, mi sono buttato in questa nuova avventura, cercando una strada che comunque ci permettesse di differenziarci rispetto ai tanti brand che già esistevano a livello nazionale e internazionale”.

La rinascita della vasca da bagno da simbolo del passato a icona di comfort e stile

Mentre gran parte del settore dell’arredobagno si è concentrata su piatti doccia e mobili, Forma Aquae ha così scelto una strada controcorrente: puntare tutto sulle vasche. Non quelle monumentali da rivista, relegate ai bagni di lusso, ma una nuova idea di prodotto, fondata sul concetto di free positioning. Significa libertà di collocazione: la vasca non deve più per forza occupare un angolo o il centro scenografico di una stanza, ma può adattarsi agli spazi reali delle case moderne, spesso più piccoli e complessi. In questo modo diventa un arredo che si plasma sulle esigenze del cliente, mantenendo però un carattere unico e distintivo. Ogni modello viene quindi declinato in tante diverse tipologie adatte a ogni punto di una camera da bagno.

A questa filosofia si aggiunge la ricerca sui materiali. Grazie a una tecnologia che unisce acrilico e GelCoat sanitario, le vasche sono leggere, robuste e piacevoli al tatto. Ma soprattutto altamente personalizzabili: interno ed esterno in colori diversi, finiture lucide o opache, decorazioni speciali, e presto persino soluzioni in materiali naturali. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si tratta di un prodotto di lusso inaccessibile. I prezzi vanno da circa 1.800 euro fino ai 5.000 euro delle versioni più decorate, posizionando Forma Aquae in una fascia competitiva che le consente di dialogare con un mercato ampio. 

Forma Aquae, la vasca torna protagonista reinventando il bagno - Paolo Mari

Forma Aquae ha radici italiane ma una visione globale

In Italia, il segmento delle vasche monolitiche vale circa 20.000 pezzi l’anno, e l’azienda punta a consolidare sempre di più la propria leadership in questa nicchia. La crescita, però, non si ferma ai confini nazionali. Se l’85% del fatturato arriva ancora dall’Italia, la parte estera cresce rapidamente: Francia, Spagna, Romania e,soprattutto, Emirati Arabi, con Dubai come hub strategico. Il disegno e la rifinitura delle vasche avvengono a Rogno, nella Bergamasca, a una manciata di chilometri a Nord del lago d’Iseo: un cuore manifatturiero che custodisce l’anima italiana del marchio.

Oggi l’azienda conta una quindicina di dipendenti, collabora con designer di fama come Fabrizio Batoni e Antonio Facco, e ha già portato le proprie collezioni in oltre 400 showroom. Parallelamente, lavora a un progetto di intelligenza artificiale interna, battezzata For-me, che vuole diventare l’assistente personale di ogni collaboratore: un modo per guardare al futuro anche sul piano organizzativo, non solo sul prodotto.

“Noi facciamo un prodotto antico, ma guardiamo al futuro con l’ambizione che anche chi lavora con noi stia bene”, sottolinea Mari. “La nostra ambizione non è costruire solo fatturato, cosa comunque importantissima, ma un marchio di valore che duri e si consolidi nel tempo”. 

Libero Quotidiano, 13 settembre 2025

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