mercoledì, Marzo 11, 2026
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Libertà dei media, da Lipsia un monito: “È una battaglia continua”

Dalla Germania un richiamo all’Europa: cooperazione, formazione e lotta alle SLAPP per difendere il giornalismo indipendente

L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia rafforza il proprio impegno sulla formazione internazionale aderendo a un progetto europeo Erasmus+ dedicato all’aggiornamento professionale dei giornalisti sui temi della libertà di stampa e delle cause bavaglio (SLAPP). Nell’ambito dell’iniziativa, una delegazione lombarda partecipa a Lipsia a un programma intensivo di 13 giorni organizzato presso l’European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF), uno dei principali hub europei impegnati nella tutela del giornalismo indipendente.

Proprio dal Media Campus della città tedesca arriva un messaggio chiaro sul futuro della libertà di informazione in Europa: la difesa del giornalismo libero resta una sfida aperta, che richiede cooperazione, risorse e visione di lungo periodo. A ribadirlo è stato Andreas Lamm, managing director dell’ECPMF, intervenendo in apertura dei lavori.

Lipsia, laboratorio europeo della libertà di stampa

Nata oltre vent’anni fa a Lipsia, ECPMF si distingue per una struttura cooperativa — circa quaranta membri fondatori provenienti da diversi Paesi europei — fondata sul principio “un membro, un voto”. Un modello, ha spiegato Lamm, che riflette la natura stessa dell’organizzazione: non un attore isolato, ma una piattaforma collaborativa che integra monitoraggio delle minacce, programmi di supporto ai giornalisti e attività di advocacy a livello europeo.

Oggi il centro conta una ventina di professionisti con competenze multidisciplinari e opera all’interno dello spazio del Consiglio d’Europa, lavorando in stretto raccordo con partner nazionali — tra cui realtà italiane — per rispondere in modo mirato ai bisogni dei giornalisti, soprattutto nei contesti più esposti come Ucraina ed Europa orientale.

Nel suo intervento, Lamm ha richiamato anche il valore simbolico di Lipsia nella storia europea dei media. Durante la Germania dell’Est, ha ricordato, la città era un nodo centrale per la formazione dei giornalisti, ma fortemente influenzato dal sistema politico. Proprio le manifestazioni del 1989, con le richieste di media liberi e indipendenti, hanno rappresentato uno spartiacque che ha ispirato la nascita di iniziative come l’attuale Media Campus. «Non siamo qui solo perché è un luogo piacevole — ha sottolineato — ma perché qui è nata una spinta storica verso un giornalismo libero che dobbiamo continuare a portare avanti».

SLAPP e minacce: il fronte più delicato per i media

Tra i fronti più caldi per ECPMF vi sono oggi il monitoraggio delle minacce ai giornalisti, il sostegno al giornalismo locale — sempre più fragile sul piano economico — e soprattutto il contrasto alle cosiddette cause bavaglio (SLAPP). Su questo terreno l’organizzazione rivendica un ruolo anticipatore: già nel 2017 aveva individuato la portata strategica del fenomeno, contribuendo poi a portarlo nell’agenda legislativa europea. Tuttavia, ha avvertito Lamm, il vero banco di prova sarà l’attuazione concreta delle norme nei singoli Stati membri.

Non mancano le preoccupazioni sul fronte delle risorse. Il ridimensionamento di alcuni finanziamenti internazionali, in particolare statunitensi, sta già producendo effetti pesanti su molte ONG e media indipendenti, soprattutto nell’Europa orientale. Un vuoto che — secondo ECPMF — rischia di essere rapidamente occupato da disinformazione e da attori politici interessati a controllare la narrazione pubblica.

Il contesto, ha concluso Lamm, è sempre più complesso anche per le organizzazioni della società civile, spesso oggetto di pressioni e campagne delegittimanti. Per questo la difesa della libertà dei media non può essere considerata una conquista acquisita. «Nel campo dei diritti umani — è il messaggio — non esistono vittorie definitive, ma battaglie continue».

Un monito che da Lipsia guarda all’intera Europa, mentre la formazione dei giornalisti — anche attraverso programmi come Erasmus+ — si conferma una leva strategica per rafforzare qualità, indipendenza e resilienza dell’informazione.

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