Dalle origini canadesi del 1976 alla vittoria del Padova Rugby nella Coppa Italia 2025: cinquant’anni di crescita, passione e agonismo paralimpico che hanno trasformato il rugby in carrozzina in un grande movimento internazionale
Il movimento del rugby in carrozzina nasce molto prima che il Palasport di Cittadella esplodesse in festa sabato 22 novembre per il trionfo della Coppa Italia da parte del Padova Rugby. Per comprenderne la portata, bisogna tornare indietro di quasi cinquant’anni, nel cuore gelido del Canada.
Winnipeg, 1976: l’inizio di una rivoluzione
Febbraio 1976, Winnipeg, Manitoba. Il sole invernale svanisce e la temperatura cala fino a -11 gradi. Duncan Campbell ha un’intuizione che donerà speranza a tantissimi ragazzi e ragazze che altri sport non possono praticare.
Campbell e un piccolo gruppo di atleti tetraplegici non volevano adattare altri sport alle loro limitazioni: desideravano crearne uno che richiedesse contatto vero, strategia e intensità, qualcosa che permettesse di competere alla pari. Tavoli spostati, sedie rinforzate, regole scritte sul parquet: il rugby in carrozzina nasce così, con mezzi precari ma idee chiarissime.
Nel giro di poco tempo il gioco si diffonde tra Canada e Stati Uniti. Da tornei informali a federazioni locali, passando per un crescente interesse universitario e medico-sportivo. Alla fine degli anni ’80 la disciplina arriva in Europa: la Svezia è pioniera, seguita da Gran Bretagna, Francia e Germania. Nasce un circuito transnazionale che pone le basi dell’attuale movimento mondiale.
Dalla palestra alla Paralimpiade
Nel 1993 viene fondata l’organizzazione internazionale che oggi conosciamo come World Wheelchair Rugby (WWR). Tre anni dopo, ad Atlanta 1996, il rugby in carrozzina debutta ai Giochi Paralimpici come sport dimostrativo. Quattro anni più tardi, a Sydney 2000, entra ufficialmente nel programma paralimpico. È la consacrazione.
Il Presidente WWR, Richard Allcroft, riassume bene l’importanza di guardare al passato:
“È davvero fondamentale catturare i ricordi delle prime origini dello sport e delle persone coinvolte. Comprendere la nostra storia aiuta a tracciare il futuro del gioco. Mentre nuove discipline evolvono, è la disciplina paralimpica del rugby in carrozzina che ha fatto crescere la nostra famiglia sportiva in tutto il mondo.”

Italia 2025: Padova di nuovo campione del rugby in carrozzina
Quasi mezzo secolo dopo quel febbraio canadese, il rugby in carrozzina ha radici profonde anche in Italia. La conferma arriva al Palasport di Cittadella, dove il Padova Rugby si è confermato vincitore della Coppa Italia 2025, superando l’H81 Vicenza con il punteggio di 47–38 in una finale combattuta e tatticamente intensa.
Alle 9.00 si era disputata la finale per il terzo posto: vittoria dei Mastini Cangrandi Verona, 49–41 sui Dragons Milano. Due partite diverse, stesso denominatore: ritmo alto, contatto fisico, agonismo puro.
Il presidente FISPES, Mariano Salvatore, ha premiato gli atleti sottolineando il valore dell’evento:
“Il rugby in carrozzina ci offre tanta passione e agonismo. Questo è l’atto conclusivo della stagione, per cui è un evento importante e ci emozioniamo sempre. Stiamo provando a far crescere il movimento e intendiamo ospitare eventi internazionali. Vogliamo che la nostra nazionale salga in Serie A e, perché no, partecipi a una Paralimpiade.”



Padova, l’impresa oltre le difficoltà
Il coach dei campioni, Franco Tessari, non ha nascosto le difficoltà:
“Siamo arrivati a questa Coppa Italia dopo una stagione interlocutoria. Abbiamo perso atleti di valore e qui abbiamo perso anche Filippo Di Fiore. Non avevamo grandi aspettative. Abbiamo vinto sacrificandoci e giocando con esperienza. L’inserimento di Ahmed Raourahi ci ha dato qualcosa in più.”
Dal passato al presente, un cerchio che si completa
Campbell, Winnipeg, la palestra e le carrozzine rinforzate: da lì è partito tutto. Oggi, la stessa energia si ritrova nei palazzetti italiani, nei derby regionali, nei giovani che entrano in campo per provare spesso per la prima volta la sensazione che muove questo sport: non essere gregari, ma protagonisti.
Il rugby in carrozzina è cresciuto in cinquanta anni grazie a memoria, passione e visione.
La Coppa Italia 2025 di Cittadella ne è l’ultimo tassello: non solo un trofeo, ma un passaggio di testimone tra storia e futuro.
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