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Displaid monitora la salute dei ponti con l’AI per prevenire i crolli

Nata al Politecnico di Milano dopo la tragedia del ponte Morandi, Displaid reinventa il monitoraggio delle infrastrutture con sensori wireless e intelligenza artificiale: dalla reazione all’emergenza alla manutenzione predittiva

Non sempre le grandi rivoluzioni digitali nascono in Silicon Valley. Anzi. La passione e visione, così come le soluzioni per rendere un Paese più sicuro e competitivo, sono ovunque le si voglia cercare. È la storia di Displaid, giovane startup deep-tech fondata nel 2023 da quattro dottorandi del Politecnico di Milano che si candida a diventare un punto di riferimento – in Italia e all’estero – nel monitoraggio intelligente delle infrastrutture e dei ponti.

Il crollo del ponte Morandi, nell’agosto 2018, ha segnato una ferita profonda per l’Italia e acceso un campanello d’allarme sulla fragilità del patrimonio infrastrutturale. Ma da quella tragedia è nata anche la volontà di fare in modo che quanto avvenuto non si ripetesse mai più.

Dalla ferita del ponte Morandi alla nuova visione di Displaid

“Io mi sono laureato nel 2019 e avevo iniziato un dottorato proprio sul tema del monitoraggio di ponti e infrastrutture viarie, nel corso del quale mi sono reso conto che a livello mondiale su questo aspetto c’era un sistema di gestione obsoleto”, racconta Lorenzo Benedetti, tra i quattro fondatori di Displaid. “L’anno successivo entrano nel gruppo di ricerca altri due ingegneri meccanici esperti di machine learning, Luca Radicioni e Francesco Morgan Bono, che iniziano a far girare modelli per supportare l’analisi di dati reali che raccogliamo grazie a progetti di ricerca con Regione Lombardia, Rfi e Italferr”. 

Da lì all’idea di trasformare queste analisi in un’attività imprenditoriale passano però oltre due anni, nel corso dei quali Benedetti si dedica a un progetto di dottorato sul monitoraggio dei ponti al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Al rientro dagli Stati Uniti nell’estate 2022, si confronta con i due amici e colleghi e con Giancarlo Donizzelli, l’ingegnere gestionale che diventa il quarto “moschettiere”. Insieme decidono di provarci: partecipano a un bando per l’incubazione di nuove idee del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, con la promessa che, se avessero vinto, avrebbero fondato un’azienda. Vincono, e il 28 febbraio 2023 nasce ufficialmente Displaid.

Displaid monitora la salute dei ponti con l'AI per prevenire i crolli

Sensori wireless low cost e servizio in abbonamento per rendere il monitoraggio accessibile alle PA

L’innovazione non è solo tecnologica ma anche di business. Se i sistemi tradizionali di monitoraggio richiedono cablaggi complessi e investimenti molto elevati, la proposta di Displaid è radicalmente diversa: sensori wireless a basso costo, facili da installare, abbinati a un servizio in abbonamento. Per le pubbliche amministrazioni, che gestiscono migliaia di ponti senza avere uffici strutturati e risorse adeguate, è una rivoluzione. Non più costi insostenibili, ma un canone annuale di poche migliaia di euro per un servizio chiavi in mano che unisce raccolta dati, analisi e reportistica. È questo l’approccio che ha convinto enti come la Città Metropolitana di Firenze, con un contratto triennale sperimentale, e che ha suscitato grande interesse di molti altri interlocutori pubblici e privati. 

“I nostri sensori raccolgono dati standard come vibrazioni, spostamenti, rotazioni e temperatura, ma il vero valore aggiunto è nella capacità di elaborarli: algoritmi di intelligenza artificiale combinano le diverse serie temporali, le confrontano con dati storici e modelli di comportamento e restituiscono informazioni operative”, prosegue Benedetti. “Il risultato è un sistema che non sostituisce gli ingegneri, ma li guida: segnala quali ponti richiedono un’ispezione approfondita, dove concentrare risorse, quali interventi programmare in ottica predittiva”.

Per due anni la startup è andata avanti grazie a bandi e contratti pilota. Poi, nel 2025, è arrivato il salto di qualità: un round da 1,2 milioni di euro che serviranno a consolidare la presenza sul mercato italiano, passare dai quattro ponti monitorati oggi a una ventina entro la fine del 2026, rafforzare il team (oggi una decina di persone tra hardware, algoritmi, IT e sviluppo commerciale) e guardare con più sicurezza al futuro.

Uno sguardo globale e nuovi verticali

In prospettiva il team guarda con interesse agli Stati Uniti e al Medio Oriente, e ragiona su verticali affini: rete elettrica, pale eoliche, pannelli fotovoltaici. Asset che, come i ponti, hanno bisogno di strumenti intelligenti per essere resi senzienti.

“Il nostro obiettivo è trasformare la manutenzione da emergenza a prevenzione”, spiega Benedetti. Il ponte Morandi ci ha ricordato quanto sia fragile la sicurezza quando si agisce in ritardo. Noi vogliamo che ogni ponte inizi a raccontare la sua storia fin dal primo giorno”. 

Libero Quotidiano, 30 agosto 2025

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