A Padova premiata Develop-Players con Intelligence++ 2026: in Italia 10 milioni di persone coinvolte tra videogiochi, diagnosi e terapie
Si è conclusa all’Università di Padova la seconda edizione del Premio Intelligence++, che ha premiato le soluzioni più innovative nel campo della neurodivergenza. A vincere il primo premio 2026 è stato il progetto Develop-Players, una piattaforma digitale che utilizza videogiochi per supportare diagnosi e percorsi terapeutici.
Per anni sono state considerate eccezioni da gestire, deviazioni da riportare alla norma. Oggi le neurodivergenze raccontano tutt’altro: una parte consistente della popolazione mondiale pensa, apprende e interpreta la realtà in modo diverso. Autismo, ADHD, dislessia e altri disturbi del neurosviluppo riguardano tra il 15% e il 20% delle persone. In Italia si parla di circa 10 milioni di cittadini. Numeri che non descrivono un fenomeno marginale, ma una trasformazione profonda che impone di ripensare scuola, sanità e strumenti di supporto.
Il Premio Intelligence++ per l’innovazione sociale
È dentro questo scenario che si inserisce il Premio Intelligence++, promosso dalla Foundation for Augmented Intelligence e da Imprendi Foundation, nato per sostenere progetti capaci di migliorare concretamente la vita delle persone neurodivergenti. E proprio l’innovazione, sempre più spesso, passa da ambiti inattesi, come il mondo dei videogiochi.
A vincere l’edizione 2026 è stato Develop-Players, spin-off dell’Università di Bologna, che ha sviluppato una piattaforma digitale basata su videogiochi scientificamente validati per la diagnosi e il trattamento delle neurodivergenze. L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: trasformare un percorso spesso lungo, complesso e stressante in un’esperienza accessibile, coinvolgente e persino familiare, capace di mettere al centro la persona e non la patologia.


Quando i videogiochi entrano nella terapia
La piattaforma integra un software clinico basato su intelligenza artificiale che supporta i professionisti nella valutazione diagnostica e nella definizione di percorsi terapeutici personalizzati. I videogiochi sviluppati – come SAM, dedicato alla valutazione neuropsicologica, ed EYE-RIDERS, focalizzato sul potenziamento delle funzioni cognitive – permettono di lavorare su attenzione, memoria e capacità esecutive adattando automaticamente gli esercizi al paziente. Il risultato è una riduzione dello stress e una maggiore adesione ai percorsi terapeutici, uno dei nodi più critici della medicina tradizionale.
I numeri confermano il potenziale: oltre 5.000 screening effettuati tra il 2022 e il 2024 e un miglioramento registrato nel 73% dei pazienti coinvolti. Nei prossimi due anni, l’obiettivo è raddoppiare questi risultati e portare la piattaforma anche oltre i confini italiani.
«Desidero innanzitutto ringraziare la Foundation for Augmented Intelligence e Imprendi Foundation, in particolare il dottor Gianfranco Zaccai, per la visione e la determinazione con cui hanno dato vita a questo progetto. È un’iniziativa che dimostra quanto sia fondamentale creare spazi concreti in cui innovazione, ricerca e imprenditorialità possano incontrarsi su temi ad alto impatto sociale», ha commentato Luca Formica, CEO e founder di Develop-Players, sottolineando anche «la qualità, la passione e la profondità delle soluzioni presentate» e la presenza di «una nuova generazione di innovatori pronta ad affrontare sfide complesse con competenza e sensibilità».

Un ecosistema di soluzioni emergenti
Ma il Premio Intelligence++ racconta un ecosistema molto più ampio. Il secondo premio è stato assegnato a tre progetti: A day in Elli’s World, che utilizza il gioco per esplorare le funzioni esecutive in chiave educativa personalizzata; Kica, uno strumento digitale pensato per supportare i caregiver di bambini autistici; ed EXPO – Executive function Play Opportunities, che propone ambienti ludici per sviluppare competenze cognitive.
Accanto a questi, la giuria ha voluto valorizzare anche sei progetti con una menzione d’onore: ASTRA, sistema per il training delle capacità attentive; DINO, modello didattico inclusivo; E.A.S.Y., piattaforma per rendere la scienza più accessibile; INTERACT, che utilizza la realtà estesa per interventi collaborativi; NeuroMath, dedicato alla discalculia; e uno studio sulla connettomica nei disturbi dello spettro autistico.
Il filo rosso che lega tutte queste esperienze è un cambio di paradigma: non più correggere la differenza, ma comprenderla e valorizzarla. «Le innovazioni che stiamo vedendo oggi hanno il potenziale di migliorare in modo significativo la vita delle persone neurodivergenti e delle loro famiglie», ha spiegato Gianfranco Zaccai, presidente della Foundation for Augmented Intelligence, sottolineando la necessità di rendere diagnosi e percorsi di supporto sempre più personalizzati e accessibili.
Sulla stessa linea Moreno Muffatto, professore dell’Università di Padova e presidente della Fondazione Imprendi: «Il Premio Intelligence++ rappresenta un’opportunità unica per sostenere progetti che possono realmente migliorare la vita delle persone», ha osservato, evidenziando come sempre più team siano pronti a confrontarsi su sfide decisive per il futuro della società.
In questo senso, il premio non è solo un riconoscimento, ma un laboratorio di idee. Un luogo in cui tecnologia e umanità si incontrano per ridefinire il concetto stesso di intelligenza. Perché, in fondo, la vera innovazione non è rendere tutti uguali, ma creare strumenti capaci di valorizzare le differenze.

Chi è Gianfranco Zaccai
Reebok Pump, Swiffer e Omnipod. Tre oggetti molto lontani tra loro, ma uniti da un nome: Gianfranco Zaccai. Designer, architetto, imprenditore, filantropo. Zaccai è molte cose, ma soprattutto è uno studioso dei comportamenti umani, con una visione chiara: osservare le abitudini quotidiane per progettare soluzioni capaci di migliorarle.
La sua storia affonda le radici in una delle pagine più complesse del Novecento italiano. Figlio di esuli istriani, arriva ancora bambino a Brescia, dove il padre Albino apre un negozio di ottica e fotografia. Dopo poco tempo la famiglia decide di ripartire, questa volta oltre oceano, verso gli Stati Uniti, a Syracuse, nello stato di New York. È lì che prende forma il suo “sogno americano”, che resta però profondamente legato alle sue origini italiane.
Nel 1983 Zaccai fonda Continuum Innovation, società destinata a diventare un punto di riferimento globale nel design e nell’innovazione. Nei suoi uffici nascono prodotti iconici: le scarpe da basket Reebok Pump, che introducono un sistema di adattamento personalizzato; lo Swiffer di Procter & Gamble, che rivoluziona la pulizia domestica rendendola più semplice ed efficiente; fino all’Omnipod, dispositivo per la somministrazione dell’insulina che ha migliorato la qualità della vita di migliaia di pazienti. Accanto a questi, anche progetti come la sedia Nala e il sistema Compass per Herman Miller nel settore sanitario e il sistema Exclave, pensato per facilitare la collaborazione e l’innovazione.
Innovazioni e progetti ad alto impatto sociale
Accanto alle innovazioni commerciali, Continuum – dal 2017 parte del gruppo EPAM – ha sviluppato progetti ad alto impatto sociale: tra questi, un sistema portatile per il test dell’HIV e soluzioni sanitarie progettate per rendere le cure più accessibili e meno invasive, oltre a iniziative per migliorare l’accesso delle donne alla microfinanza in Pakistan in collaborazione con la World Bank.
Questa tensione tra tecnologia e dimensione umana rappresenta il filo rosso dell’intera carriera di Zaccai. Un principio che lo ha portato, nel 2018, a fondare la Foundation for Augmented Intelligence, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone con neurodivergenze attraverso un approccio multidisciplinare che unisce innovazione tecnologica, ricerca e attenzione sociale. Da questa visione è nato, due anni fa, il premio Intelligence++, dedicato a sostenere soluzioni innovative nel campo delle neurodivergenze.
Con Intelligence++ la persona diventa centrale
«Per troppo tempo abbiamo considerato la neurodivergenza come un problema da correggere, invece che come una risorsa da comprendere e valorizzare», sottolinea Zaccai. «Con Intelligence++ vogliamo sostenere soluzioni che mettano davvero la persona al centro, utilizzando la tecnologia non per uniformare, ma per ampliare le possibilità individuali. L’innovazione, quando è ben orientata, può ridurre le barriere e migliorare concretamente la qualità della vita».
Le innovazioni che stanno emergendo oggi, anche grazie all’intelligenza artificiale, hanno il potenziale di rendere diagnosi e percorsi di supporto più tempestivi, personalizzati e meno gravosi, migliorando la vita delle persone neurodivergenti e delle loro famiglie.
«Il nostro impegno è quello di continuare a sostenere una visione in cui tecnologia e umanità lavorano insieme per creare una società più inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare ogni forma di intelligenza», conclude. «Attendiamo con impazienza di vedere i progetti della prossima edizione».
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