Dal Grand Egyptian Museum al British Museum, passando per il Partenone e Mareterra: la storia di Maspero Elevatori, eccellenza comasca degli impianti speciali su misura
Che cosa hanno in comune il Museo Egizio del Cairo, il British Museum, il Partenone di Atene e l’avveniristico progetto Mareterra nel Principato di Monaco? A tenere insieme questi luoghi, distanti per storia e geografia, è un unico fil rouge industriale: Maspero Elevatori, azienda comasca che ha firmato alcuni degli impianti più complessi e iconici del pianeta, costruendo soluzioni su misura che mettono insieme alta ingegneria, architettura e design.
Se la conferma più recente arriva dal Cairo, con gli ascensori inclinati realizzati per il nuovo Grand Egyptian Museum, la storia di Maspero inizia nell’Italia del boom economico. È il 1966 quando Libero Maspero, dopo aver maturato un prezioso bagaglio di esperienza lavorando in un’azienda che produceva ascensori (la Stigler, Ndr), decide di mettersi in proprio. Lo fa con un’intuizione che segnerà per sempre il destino – e la fortuna – di Maspero Elevatori: puntare sulla nicchia industriale allora poco esplorata degli impianti elevatori speciali, fuori standard, destinati a edifici complessi e contesti di pregio.
L’ascensore diventa un’opera di ingegneria
“In un mercato dominato da grandi marchi concentrati su prodotti standard, mio padre decise di muoversi su un terreno più complesso, ma ad alto valore aggiunto”, racconta Andrea Maspero, amministratore delegato dell’azienda fondata dal padre. “Mentre i grandi gruppi dell’epoca non avevano interesse o capacità di realizzare impianti particolari, mio padre costruiva ascensori ed elevatori articolati, soluzioni che richiedevano un livello di competenza tecnica molto elevato”.
Dopo i primi impianti per residenze di pregio sul lago di Como, ascensori panoramici con cabine in cristallo, installazioni architettoniche integrate negli edifici, l’azienda allargò rapidamente il proprio raggio di azione a tutto il territorio nazionale. Poi, a metà degli anni 80, arrivò il primo salto internazionale. Prima in Medio Oriente, in Paesi come Libia e Siria, poi negli Emirati, in Qatar e in Arabia Saudita.
A metà degli anni Novanta l’ingresso in azienda dei tre figli segnò una nuova fase di sviluppo. La struttura si rafforzò e il dialogo con i grandi studi di architettura diventò uno degli asset strategici. “Abbiamo avuto la fortuna di conoscere e lavorare con grandi architetti: da Renzo Piano a Gae Aulenti, fino a Massimiliano Fuksas”, racconta l’amministratore delegato. “Rapporti professionali che durano da oltre quarant’anni e che ci hanno portato a operare in contesti sempre più complessi”.
Il portafoglio progetti racconta l’identità di un’azienda che è il punto di riferimento a livello internazionale per i sistema di risalita più complessi: il Grand Palais di Parigi, il Museo di Arte Moderna di Mosca, ma anche il Colosseo e la nuova Arabia Saudita dei grandi progetti culturali e turistici.



Produrre in Italia per competere ovunque
Oggi Maspero conta circa cento dipendenti e realizza circa duecento impianti all’anno. La produzione resta interamente ad Appiano Gentile, a poche centinaia di metri dalla Pinetina, il centro sportivo dell’Inter. “Produrre qui è una scelta industriale precisa”, sottolinea Maspero. “So che è una cosa sempre più rara, ma per noi non avrebbe senso delocalizzare e impoverire un patrimonio di competenze che rappresenta il nostro vero vantaggio competitivo”.
Il baricentro del business è fortemente internazionale. In questa fase storica il fatturato deriva al 70% da progetti esteri, anche se la media di lungo periodo resta più equilibrata. Medio Oriente e India sono oggi i mercati principali. “Installiamo ascensori per musei e strutture di lusso, ma anche per miniere, raffinerie e infrastrutture strategiche. In India abbiamo realizzato gli impianti per una base di lancio satellitare nel Kerala».
D’altra parte, le sfide tecniche fanno parte del Dna dell’azienda. “Il British Museum è stato probabilmente l’intervento più complesso”, racconta Maspero, “ma ricordo anche una torre a Jeddah: un ascensore curvilineo che sale per cinquanta piani fino a un eliporto, completamente nel vuoto. La prima volta è un’esperienza che provoca emozioni forti, al limite del terrore”.
Un’immagine che restituisce l’essenza di Maspero: una realtà industriale capace di sfidare i grossi gruppi internazionali e di imporsi a livello globale grazie a ingegno, competenza e coraggio.



