Nata 40 anni fa a Lodi, l’azienda di famiglia che partiva dagli archivi su microfilm oggi è leader nella digitalizzazione di documenti sanitari, edilizi e amministrativi, con progetti che cambiano il volto della PA
Dai microfilm in stile James Bond sviluppati in pieni anni ’80, alla modernizzazione della pubblica amministrazione. Se si volesse unire tutto con una battuta, si potrebbe dire che Microdisegno ama le sfide impossibili. Ma, in realtà, questa azienda famigliare lodigiana nata quarant’anni fa e oggi leader nella digitalizzazione di documenti e atti di ospedali, enti pubblici e comuni italiani, ha sempre avuto una straordinaria capacità di visione e lettura dei tempi e delle opportunità.

Dai microfilm agli archivi digitali
Fondata nel 1985 da Aristide Noro e Giovanna Zanoncelli, Microdisegno ha iniziato la propria attività specializzandosi nei microfilm destinati a vari tipi di utilizzo, dagli archivi dei quotidiani ai disegni tecnici per grandi industrie come Agusta o Same, fino agli utilizzi meno pubblicizzati. Poi ha colto l’opportunità di entrare nel settore sanitario con la digitalizzazione delle cartelle cliniche e la gestione fisica degli archivi, avviando così quel percorso di trasformazione che l’ha portata a cambiare pelle nel nuovo millennio.
La svolta dei software proprietari con la digitalizzazione
“Con l’avvento del digitale il microfilm è stato progressivamente abbandonato, e a partire dai primi anni Duemila abbiamo cominciato a offrire servizi di digitalizzazione ai clienti, producendo anche software ad hoc per la gestione dei vari processi”, racconta Alberto Noro, amministratore e rappresentante della seconda generazione nell’azienda di famiglia. “In 15 anni i dipendenti e collaboratori sono passati da una trentina a circa 300, acquisendo tante commesse con la pubblica amministrazione, con i più importanti gruppi ospedalieri e privati, e con diverse banche e gruppi industriali”.
Altro passaggio importante è quello del 2019, quando Microdisegno si aggiudica la gara del Comune di Reggio Emilia per la digitalizzazione e gestione delle pratiche edilizie. È qui che nasce InPratica, una piattaforma innovativa che consente di accedere online, in totale sicurezza, a documentazione edilizia storica e recente, eliminando le lunghe attese e le inefficienze delle pratiche cartacee.
Il modello è tanto semplice quanto efficace: “Noi ci occupiamo della digitalizzazione massiva, dell’archiviazione e della gestione delle richieste, incassando direttamente dai cittadini gli oneri di gestione attraverso PagoPA, senza oneri per l’amministrazione”, spiega Noro. “Il prezzo della pratica resta invariato, ma il servizio è molto più rapido e riduce il rischio di errori dovuti al progressivo scadimento della qualità dei documenti cartacei”. A regime, i tempi di attesa passano da mesi a pochi giorni.



Da Reggio Emilia al maxi-progetto con il Comune di Milano
Dopo Reggio Emilia, il servizio è stato adottato da oltre 100 comuni. L’ultimo caso, che è poi anche il più importante in termini di volumi, è quello del Comune di Milano: qui il progetto prevede la digitalizzazione di 1,4 milioni di fascicoli edilizi in sei anni, con la creazione di un archivio digitale validato da notaio. La concessione ha una durata di 13 anni e ha richiesto l’assunzione di 40 specialisti. È, nei fatti, la più grande operazione di digitalizzazione edilizia mai avvenuta in Italia.
Microdisegno oggi opera su più fronti: il 70-80% del business proviene dal settore sanitario, il resto da pubbliche amministrazioni, università e aziende private. Il gruppo ha 13 sedi operative, tra Lodi, Piacenza, San Giovanni Rotondo (Foggia) e Calenzano (Firenze) e gestisce anche tutta la logistica: ritiro, trasporto, classificazione, scansione, archiviazione e restituzione.
Ma guarda anche oltre. Se oggi il core business è la digitalizzazione dell’analogico, domani potrebbe essere l’elaborazione dei dati digitalizzati. “Non abbiamo ancora casi attivi, ma la possibilità di analizzare grandi volumi di dati, nel rispetto della privacy, è concreta e molto promettente”, spiega l’amministratore.
Microdisegno cura l’intero ciclo documentale
Intanto continua lo sviluppo di software proprietari per gestire e integrare ogni fase del ciclo documentale. La logica è quella dell’outsourcing digitale a 360 gradi: Microdisegno prende in carico il processo, lo rende più efficiente, lo digitalizza, e ne assicura anche la conservazione e l’accessibilità.
Nonostante la crescita, che quest’anno porterà il fatturato intorno a quota 18 milioni di euro, e il riconoscimento nazionale, Microdisegno è rimasta un’azienda a conduzione familiare, con visione tecnica e attenzione maniacale al dettaglio. Se davvero, come in un film di spionaggio, ogni documento racconta una storia, Microdisegno ha imparato prima di tutti a custodirla.



