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Gefran, l’intelligenza invisibile che stabilizza il mondo

Dalla Franciacorta ai mercati globali, l’azienda bresciana sviluppa sensori e tecnologie che, senza mettersi in mostra, rendono più sicure ed efficienti fabbriche, macchine e sistemi energetici

Ci sono tecnologie che fanno rumore e tecnologie che sostengono il mondo in silenzio. Quelle sviluppate da Gefran, azienda bresciana specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali, appartengono alla seconda categoria.
I loro prodotti rappresentano infatti la forza invisibile che rende resistente e sicura la pellicola che riveste gli alimenti, che bilancia le barche a vela mentre tagliano il vento, che monitora la stabilità dei trattori e dei veicoli speciali, che riduce i consumi nei settori più energivori, che ottimizza il rendimento di impianti fotovoltaici ed eolici, che guida le macchine agricole nella raccolta della frutta e garantisce l’efficienza di numerose linee di produzione industriale. Piccoli dispositivi che non si vedono, ma che offrono un antidoto agli imprevisti della modernità.

Il cuore di questa rete di intelligenza industriale si trova in un luogo tutt’altro che scontato: Provaglio d’Iseo, in Franciacorta, dove Ennio Franceschetti fondò l’azienda negli anni ‘60 insieme al fratello Giacomo. Partì dal garage di casa, dando inizio a una storia che, oltre mezzo secolo dopo, parla a tutto il mondo.

Maria Chiara Franceschetti - Gefran
Maria Chiara Franceschetti – Gefran

Dal garage di Provaglio d’Iseo alla multinazionale Gefran

“Il nostro papà era un perito elettrotecnico con il pallino per tutto ciò che riguardava energia e macchine”, racconta la presidente di Gefran, Maria Chiara Franceschetti, che guida l’azienda insieme alla sorella Giovanna, vicepresidente. Negli anni, quella passione, unita alla capacità di anticipare i tempi e all’intuizione di puntare su prodotti innovativi in risposta ai bisogni emergenti dei clienti, ha costruito un piccolo impero industriale. Oggi Gefran conta più di 750 dipendenti, di cui oltre 450 in Italia, otto stabilimenti produttivi tra Italia, Cina, Brasile, Svizzera e Stati Uniti, e collaborazioni con centri di ricerca e università in tutto il mondo.

“Ci siamo sviluppati prima progettando e realizzando apparecchiature elettriche e poi, quando negli anni Ottanta sono nati i primi sensori, abbiamo iniziato a crescere accompagnando sempre l’innovazione di prodotto con quella di processo”, spiega Franceschetti. “Lo abbiamo fatto coinvolgendo fin dall’inizio docenti, ricercatori e figure professionali esterne all’azienda, creando una struttura manageriale con una visione ancora più ampia rispetto alla classica realtà familiare”.

L’espansione internazionale di Gefran

Una governance moderna che ha favorito l’espansione internazionale e l’evoluzione di un know-how vastissimo: sensori, componenti per l’automazione, controllori di potenza, soluzioni integrate per l’efficienza e il controllo dei processi industriali. Una leadership riconosciuta in diversi ambiti anche grazie a una verticalizzazione profonda: dall’acciaio piegato nelle officine alle schede elettroniche progettate e prodotte internamente.
“Non importiamo le schede e gli elementi primari, li creiamo noi”, ricorda Franceschetti, “e questo durante la pandemia ci ha permesso di continuare a lavorare e riprogettare i prodotti in base alla disponibilità dei componenti”. Il risultato: continuità operativa, clienti serviti e nuove quote di mercato conquistate mentre molti competitor erano fermi.

Oggi Gefran è una multinazionale in piena accelerazione: nei primi nove mesi del 2025 il gruppo ha registrato 105,1 milioni di euro di ricavi (+4,5%), con margini robusti e performance particolarmente brillanti nella divisione sensori, cresciuta del 7,1%. L’export supera il 70%, con tre pilastri strategici: Europa, Stati Uniti e Cina. Una presenza, quella asiatica, destinata a crescere ulteriormente grazie al boom dei datacenter, che sta aprendo nuove applicazioni per la misurazione termica e la gestione energetica.

Nuovi mercati, fabbriche intelligenti, e persone sempre al centro

Quotata in Borsa dal 1998 e con un milione di sensori prodotti ogni anno, Gefran non cresce solo nei numeri, ma anche nella visione. Investendo circa il 5% del fatturato in ricerca e sviluppo, il gruppo ha ampliato il proprio perimetro tecnologico e, anche grazie alle recenti acquisizioni di 40Factory (Industrial IoT e AI) e CZ Elettronica, lavora per trasformare i dati in valore industriale e portare la diagnostica predittiva dentro le fabbriche.

Uno sguardo al futuro che, tra robot, intelligenza artificiale e automazione, non fa venir meno il valore delle persone. “Quando abbiamo introdotto le celle robotizzate nessuno ha perso il lavoro, abbiamo formato i nostri operatori per poterle sfruttare al meglio”, sottolinea Franceschetti. E le competenze umane continueranno a essere centrali anche in futuro. Una scelta che rende omaggio all’anima familiare dell’azienda, rimasta intatta anche oggi che Gefran è diventata una multinazionale.

Libero Quotidiano, 7 dicembre 2025

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