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Capsula è la cabina che misura la salute in pochi minuti

Nata dall’incontro tra un bioingegnere e il Politecnico di Milano, questa postazione self-service porta la prevenzione nei luoghi della vita quotidiana: centri commerciali, aziende e spazi pubblici

Paragonarla al tricorder medico di Star Trek sarebbe forse eccessivo. Ma Capsula — una postazione self service che ricorda una cabina fotografica e che consente di analizzare in pochi minuti alcuni parametri chiave del benessere — si avvicina a quell’idea: uno strumento di screening rapido e non invasivo pensato per misurare in pochi minuti pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, temperatura corporea e una serie di indicatori legati alla forma fisica e all’età biologica. 

Lanciata ufficialmente nel 2021, dopo un primo prototipo presentato nel 2019, Capsula nasce dall’incontro tra Alessandro Nizardo Chailly, bioingegnere con anni di esperienza in multinazionali del medicale tra cardiologia, ortopedia e nefrologia, e il professor Giuseppe Andreoni, suo compagno al liceo e oggi alla guida del SensiLab del Politecnico di Milano – Polo di Lecco

La prevenzione fuori dagli ambulatori passa da Capsula

Dietro quella cabina c’è una tesi semplice: se la prevenzione resta confinata negli ambulatori, il suo impatto è limitato. Se invece diventa un’esperienza accessibile e collocata nei luoghi della vita quotidiana, può raggiungere molte più persone.
L’idea nasce da un’osservazione maturata negli anni trascorsi da Chailly nell’industria del medical device. “Quando lavori nelle grandi aziende ti rendi conto di quanta innovazione esista nei laboratori e nei dispositivi clinici”, racconta. “Ma anche di quanto spesso queste tecnologie restino lontane dalla vita reale delle persone”. Da qui la scelta di portare strumenti di valutazione direttamente negli spazi pubblici.

Il primo tentativo passa dalle farmacie, considerate il presidio più capillare del sistema sanitario. Ma l’esperienza fa capire che per allargare la platea serve un passo in più.
Da qui la svolta: progettare un dispositivo completamente autonomo che trasformi la prevenzione in un gesto semplice e replicabile. In collaborazione con il Politecnico di Milano, Capsula prende forma come esperienza fisico-digitale: una cabina che integra sensori biometrici, interfaccia intuitiva e piattaforma software in grado di restituire in pochi minuti degli indicatori utili per orientarsi sul proprio stato di salute.

Il test del pubblico dopo la pandemia

La prova del mercato arriva nel giugno 2021, alla riapertura dopo la pandemia. Due installazioni in centri commerciali lombardi — al Fiordaliso di Rozzano e al Gigante di Cinisello Balsamo — registrano 4.500 test nel primo mese. Un risultato che sorprende gli stessi ideatori e conferma come il Covid abbia cambiato il rapporto delle persone con la salute, rendendo la prevenzione un’esigenza concreta.
Oggi oltre 400 mila persone hanno utilizzato Capsula. L’età media degli utenti è di 44 anni e la distribuzione tra uomini e donne è sostanzialmente equilibrata, segno che il modello intercetta un pubblico più ampio rispetto alla prevenzione tradizionale.

La vera ambizione del progetto, però, va oltre la singola cabina. L’obiettivo è trasformare Capsula in una porta di accesso ai servizi digitali di salute, basata su una sorta di “gemello digitale” costruito a partire dai parametri rilevati. Con il supporto dell’intelligenza artificiale, questi dati possono aiutare a individuare profili di rischio e suggerire percorsi di miglioramento degli stili di vita. Su questo fronte sono in corso progetti di ricerca con il Politecnico di Milano e con partner clinici, tra cui l’IRCCS Galeazzi.

Una rete che cresce in Italia e all’estero

Dal punto di vista economico, la società — che ha sede a Milano e occupa una quindicina di persone — opera rivolgendosi ad aziende, assicurazioni, gruppi clinici, centri commerciali e pubbliche amministrazioni. Tra i partner figurano A2A, Intesa Sanpaolo, Mediolanum, Terna e AON, ma anche azienda sanitarie come l’Ausl di Bologna, che proprio in questi giorni ha proposto la Capsula al pubblico con notevole successo.
Nel frattempo è iniziata anche l’espansione internazionale: Svizzera, Irlanda, Grecia, Turchia, Emirati Arabi e Sudafrica, per un mercato giovane ma destinato a crescere.

In un sistema sanitario sotto pressione — popolazione che invecchia, cronicità in aumento, personale insufficiente e liste d’attesa sempre più lunghe — la prevenzione diventa anche una questione economica. Spostare una parte della misurazione della salute direttamente sulle persone può contribuire a ridurre la pressione sul sistema prima che la domanda di cure esploda.

È in questo spazio che si colloca Capsula: a metà strada tra tecnologia e prevenzione. Una piccola cabina che prova a trasformare la salute in un gesto quotidiano. Un test alla volta.

Libero Quotidiano, 8 marzo 2026

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