mercoledì, Marzo 11, 2026
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Ukio, appartamenti flessibili per manager e nomadi digitali

Stanley Fourteau, fondatore di Ukio, trasforma l’abitare flessibile in un servizio globale: appartamenti pronti, zero burocrazia, città vissute senza vincoli

C’è chi nasce, cresce e costruisce la propria vita nello stesso luogo, per scelta, per radici familiari o semplicemente perché si innamora della stabilità. E c’è chi, al contrario, si abitua presto a vivere come un nomade contemporaneo, spostandosi di città in città, assorbendo culture, lingue e modi diversi di abitare il mondo. È il caso di Stanley Fourteau, co-fondatore e CEO di Ukio, che della mobilità ha fatto prima un tratto identitario e poi un modello imprenditoriale: trasformare la flessibilità abitativa in un servizio globale, pensato per chi oggi vive, lavora e viaggia senza più confini rigidi.

L’azienda offre infatti immobili in affitto a medio termine – oltre i 30 giorni, con una durata media che è di 3-4 mesi – destinati alla clientela corporate: professionisti, nomadi digitali, aziende, manager che si spostano per un periodo da una città all’altra. Una nicchia di mercato che è in forte crescita e che cerca appartamenti ben rifiniti e funzionali, da affittare senza perdere tempo e pazienza nelle classiche pratiche burocratiche che affronta chi si trasferisce da un Paese all’altro.

Dal nomadismo personale a un modello di business

Nato in Francia, cresciuto a Londra, laureato a Stanford e con un MBA alla Columbia University, Fourteau ha trascorso vent’anni cambiando Paese, con la famiglia prima e per lavoro successivamente. Una biografia cosmopolita che l’ha visto anche guidare lo sviluppo di Airbnb in America Latina, e che è diventata la scintilla per intuire un cambiamento profondo nel modo di abitare le grandi città del mondo.

Ukio è nata dal nostro desiderio, mio e di mio fratello Jeremy, di diventare imprenditori. È sempre stato qualcosa che avremmo voluto fare nella nostra vita”, racconta Fourteau. “Abbiamo vissuto in Paesi diversi, quindi abbiamo potuto davvero identificarci con questo stile di vita “in movimento” che ho visto crescere anche all’interno di Airbnb. L’esperienza maturata negli ultimi vent’anni, trascorsi spostandomi di città in città, mi ha portato a creare un’azienda che mira a semplificare i diversi modi di abitare, permettendo alle persone di vivere dove vogliono, quando vogliono, senza le complessità burocratiche e logistiche che tipicamente accompagnano la ricerca di una nuova casa”.

Uno spirito grazie al quale Fourteau si colloca a buon diritto tra i “geni lombardi”. Non per provenienza geografica, ma per mentalità: sguardo internazionale, spirito imprenditoriale, pragmatismo operativo e capacità di cogliere in anticipo le opportunità. Ed è proprio Milano la città da cui ha scelto di partire per portare Ukio in Italia, dopo essere già sbarcato a Barcellona, Madrid, Lisbona, Parigi e Berlino. “Milano è il luogo naturale dove far partire la nostra avventura italiana”, spiega. “Qui c’è un ecosistema aperto, internazionale, che comprende immediatamente il valore dell’innovazione e accoglie le nuove forme dell’abitare. È una città che già oggi vive come vivrà l’Europa dei prossimi anni”.

Ukio: affitti medio termine, zero complicazioni

Ma come funziona esattamente Ukio? Fondata a Barcellona nel 2020, la società seleziona appartamenti privati in quartieri residenziali premium, li ristruttura e arreda con grande cura, li mette sul mercato degli affitti gestendo completamente l’immobile e garantendo una rendita ai proprietari, fornisce assistenza tramite la propria piattaforma per semplificare ogni fase del soggiorno. 

Un approccio che ha convinto soprattutto piccoli proprietari (il 70% del totale) con uno o pochi immobili, e una clientela internazionale composta soprattutto da aziende e lavoratori del sapere, che generano circa il 60% del business; un ulteriore 20% arriva da residenti che necessitano di soluzioni temporanee.

Milano rappresenta una città ideale. “Qui coesistono tante forme diverse dell’abitare e noi con la nostra proposta siamo in grado di garantire ai proprietari una rendita maggiore anche del 25% rispetto a un affitto standard e offrire agli utenti soluzioni semplici, immediate, curate nei dettagli”, afferma Fourteau.

La casa come servizio, non come vincolo

Il tutto partendo dall’idea che, come molte altri punti fermi delle nostre vite – auto compresa – anche la casa oggi non deve più rappresentare un vincolo, ma essere un servizio. Un luogo che accompagna le persone nei loro spostamenti, invece di costringerle a stare ferme. La visione di un futuro che di fatto è già qui. 

Libero Quotidiano, 22 novembre 2025

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