Dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, Profice aiuta aziende e professionisti a prevenire rischi, costruire competenze e trasformare la conformità normativa in vantaggio competitivo
Se di dovesse descrivere la sua attività in poche righe, si potrebbe tranquillamente ricorrere all’immagine di Mr Wolf, il celebre personaggio di Pulp Fiction che arriva quando la situazione è fuori controllo, osserva in silenzio, analizza rapidamente e in pochi minuti rimette ordine nel caos. Ma l’azienda milanese Profice, nome tratto dal latino proficere che sta per avanzare, fare progressi, andare oltre, fa addirittura qualcosa in più. Il nome richiama infatti non solo l’idea di sapere risolvere problemi, ma anche quella di accompagnare professionisti, aziende e istituzioni in un percorso continuo di miglioramento.
Il rischio invisibile che può fermare tutto
La premessa d’obbligo è che oggi i rischi digitali sono ovunque. Un attacco informatico può bloccare la produzione di un’azienda, rubare dati sensibili, congelare conti correnti o paralizzare un ospedale. Un errore nella gestione dei dati può far scattare sanzioni milionarie. Un uso improprio dell’intelligenza artificiale può generare seri danni reputazionali o legali.
Profice, nata a Milano nel 2016 e cresciuta fino a diventare uno dei principali player italiani nella formazione e certificazione digitale, si occupa esattamente di questo: aiuta a prevenire rischi, costruire competenze e mettere in sicurezza persone e organizzazioni.
I suoi ambiti chiave sono: cybersecurity, privacy,intelligenza artificiale, cloud,gestione dei dati e dei progetti.
Per associazioni e aziende, significa supporto concreto: protezione dei sistemi informatici, gestione corretta delle informazioni sensibili, uso responsabile dell’AI, organizzazione efficace dei processi, adeguamento a norme sempre più stringenti.
Per i professionisti, significa formazione e certificazioni che li preparano davvero al lavoro del futuro.

Profice nasce dall’esperienza
“Arrivo dal mondo della consulenza direzionale, prima nelle grandi società internazionali, poi nelle associazioni che rappresentano le PMI. Con le realtà medie e piccole i problemi diventano più concreti e le soluzioni più incisive”, racconta il fondatore e CEO, Giuseppe Gualandris, una lunga carriera in Deloitte alle spalle. “Poi sono entrato nel settore della formazione manageriale e ho capito che la formazione può diventare una leva strategica potentissima, ma solo se costruita insieme alle imprese, partendo dai loro problemi reali e non da modelli astratti”.
Da questa intuizione nasce Profice, costruita su un modello che combina visione e pragmatismo: da un lato accompagna le aziende nell’adeguarsi agli standard europei e globali — compresi GDPR, DORA, AI Act — dall’altro forma e certifica i professionisti con corsi su misura, pensati per rispondere alle richieste del mercato.
A renderla unica è anche un approccio insolito nel settore: la condivisione di oneri e onori con i clienti. Se un progetto funziona, si cresce insieme; se qualcosa non va, si affronta insieme. Un modello nato per le associazioni di impresa ma diventato, nel tempo, un vero tratto distintivo.
Oggi Profice lavora con i grandi gruppi bancari, delle utility, delle telecomunicazioni e le aziende industriali. È accreditata presso i principali organismi internazionali e conta oltre mille clienti, comprese le società di consulenza da cui tutto aveva avuto origine: un cerchio simbolicamente chiuso.
“Il team è composto da una decina di persone interne e da una rete stabile di circa cento collaboratori esterni, professionisti che operano ogni giorno nei settori stessi in cui formano. Competenze reali, aggiornate, concrete”, sottolinea Gualandris.
Dall’Italia al mondo, senza perdere concretezza
Profice collabora, inoltre, con università e istituzioni per rafforzare l’ecosistema italiano della cybersecurity. Con l’Università di Roma Tor Vergata ha contribuito alla nascita dell’Osservatorio Nazionale di Cybersecurity e del Master in Privacy e Cybersecurity. Con l’Università di Milano-Bicocca ha partecipato alla progettazione del Master in ICT Management e del Master in Cyberlaw e Policy per l’Innovazione Digitale.
Dopo aver consolidato la propria presenza in Italia con crescite medie del 20-30% annuo ed essersi aperta al mercato indiano, l’azienda guarda ora a nuovi progetti in Messico, Germania, Regno Unito e Olanda. Lo fa restando fedele allo spirito delle origini: aiutare a fare progressi. E, quando serve, a risolvere problemi.



